Itinerari turistici
Event
- Title:
- Festa di San Pancrazio
- When:
- 11.05.2009 - 12.05.2009
- Where:
- San Pancrazio Salentino - San Pancrazio Salentino
- Category:
- Feste Religiose
Description
Patrono di San Pancrazio Salentino è (e non poteva essere diversamente) San Pancrazio Martire, per il quale si svolgono solenni festeggiamenti civili e religiosi l’11 e il 12 maggio. Patrono secondario è San Francesco d’Assisi. Antichissima quanto il paese è la devozione verso il protettore di cui, nella chiesa Matrice, si conservano le reliquie che vengono solennemente esposte durante i festeggiamenti patronali.
Avvolgevano la statua con grosse funi e così la lasciavano finchè non pioveva
Quella devozione, tuttavia, non ha impedito che nascesse tra il santo e i suoi fedeli un rapporto - come dire - a corrente alternata: grande slancio di fede, ma anche spigolosa rivendicazione dei diritti della gente e del dovere del patrono di riconoscerli, come l’usanza di legare San Pancrazio per sollecitarne l’intervento in tempi di siccità.
In quelle occasioni, infatti, la statua, con il corpo avvolto in una grossa fune, veniva portata in processione nei fondi Matalone e Sierri e qui veniva lasciata finchè non arrivava la pioggia. Il sistema doveva funzionare se è vero, così riferiscono i più vecchi, che generalmente pioveva prima che la processione raggiungesse la destinazione e che raramente il patrono fu abbandonato in campagna in attesa che facesse… il suo dovere.
Il ragazzo si passava le bombe che cadevano da una mano all’altra quasi fosse un giocoliere
Ma San Pancrazio ha avuto sempre un occhio benevolo per il paese. L’episodio che più è rimasto impresso nella memoria collettiva è addirittura recente, e si collega alla seconda guerra mondiale. Poco dopo l’8 settembre 1943 in seguito al trasferimento del re e del governo da Roma a Brindisi, che sarebbe stata capitale d’Italia fino all’anno successivo, nei centri vicini al capoluogo furono dislocate truppe italiane e alleate.
A San Pancrazio Salentino si attestarono soprattutto reparti americani che, individuati dalla ricognizione aerea, i tedeschi bombardavano sistematicamente. La popolazione dovette così familiarizzare con il sinistro avvertimento delle sirene che invitavano tutti a scendere nei rifugi. Uno di questi era sotto la piazza principale, davanti alla chiesa Matrice.
In quel rifugio prestava servizio di sorveglianza un giovane soldato italiano originario della Toscana. Questi, durante un massiccio bombardamento, vide sul sagrato della chiesa un ragazzo che afferrava al volo le bombe che cadevano e poi se la passava da una mano all’altra quasi fosse un giocoliere. Il soldato, sbalordito, gli gridò di lasciar stare quel divertimento pericoloso e di mettersi al sicuro. Il ragazzo lo guardò, gli sorrise enigmatico ed entrò in chiesa passando attraverso le porte che in quel momento erano chiuse. Cessato l’allarme, il soldato corse in chiesa alla ricerca del ragazzo, ma con grande meraviglia si accorse che era identico alla statua di San Pancrazio: stessi occhi, stesso atteggiamento scanzonato e pensoso. L’uomo capì di essere stato testimone di un evento prodigioso e ne fu profondamente turbato.
Finita la guerra volle dimostrare al Santo la propria graditudine per essere uscito salvo dal conflitto e da allora, finchè non è diventato anziano, è venuto ogni anno a piedi dalla Toscana fin qui. Che San Pancrazio abbia avuto un ruolo determinante è dimostrato dal fatto che dai bombardamenti il paese ha avuto pochissimi danni alle cose. Solo una bomba infatti cadde sulla stazione ferroviaria; nessuna vittima.
Anzi alcuni fedeli accertarono addirittura che gli aerei nemici pur volando a bassa quota non riuscivano a identificare San Pancrazio Salentino: al suo posto vedevano una fitta boscaglia. Molto sentita è anche la devozione per i Santi Medici che si festeggiano l’1 e 2 Ottobre. La festa, anticamente, aveva un particolare sistema di finanziamento: ogni proprietario di vigneto era tenuto a donare un secchio di uva per ogni carico che si faceva durante la vendemmia.
Infine, il 13 Giugno è festa al Santuario di Sant’Antonio che sorge su un complesso di grotte scavate nel tufo e già utilizzate dai monaci basiliani nel medioevo. Si pensa che in origine il santuario fosse dedicato a Sant’Antonio Abate (uno dei padri del monachesimo orientale) e non, com’è attualmente, a Sant’Antonio da Padova.
Convinto assertore delle virtù del primo, un fedele ostinato ha voluto costruire, nei pressi dell’antico, un nuovo santuario: l’opera non è priva di interesse per lo spontaneismo che l’ha determinata.
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Avvolgevano la statua con grosse funi e così la lasciavano finchè non pioveva
Quella devozione, tuttavia, non ha impedito che nascesse tra il santo e i suoi fedeli un rapporto - come dire - a corrente alternata: grande slancio di fede, ma anche spigolosa rivendicazione dei diritti della gente e del dovere del patrono di riconoscerli, come l’usanza di legare San Pancrazio per sollecitarne l’intervento in tempi di siccità.
In quelle occasioni, infatti, la statua, con il corpo avvolto in una grossa fune, veniva portata in processione nei fondi Matalone e Sierri e qui veniva lasciata finchè non arrivava la pioggia. Il sistema doveva funzionare se è vero, così riferiscono i più vecchi, che generalmente pioveva prima che la processione raggiungesse la destinazione e che raramente il patrono fu abbandonato in campagna in attesa che facesse… il suo dovere.
Il ragazzo si passava le bombe che cadevano da una mano all’altra quasi fosse un giocoliere
Ma San Pancrazio ha avuto sempre un occhio benevolo per il paese. L’episodio che più è rimasto impresso nella memoria collettiva è addirittura recente, e si collega alla seconda guerra mondiale. Poco dopo l’8 settembre 1943 in seguito al trasferimento del re e del governo da Roma a Brindisi, che sarebbe stata capitale d’Italia fino all’anno successivo, nei centri vicini al capoluogo furono dislocate truppe italiane e alleate.
A San Pancrazio Salentino si attestarono soprattutto reparti americani che, individuati dalla ricognizione aerea, i tedeschi bombardavano sistematicamente. La popolazione dovette così familiarizzare con il sinistro avvertimento delle sirene che invitavano tutti a scendere nei rifugi. Uno di questi era sotto la piazza principale, davanti alla chiesa Matrice.
In quel rifugio prestava servizio di sorveglianza un giovane soldato italiano originario della Toscana. Questi, durante un massiccio bombardamento, vide sul sagrato della chiesa un ragazzo che afferrava al volo le bombe che cadevano e poi se la passava da una mano all’altra quasi fosse un giocoliere. Il soldato, sbalordito, gli gridò di lasciar stare quel divertimento pericoloso e di mettersi al sicuro. Il ragazzo lo guardò, gli sorrise enigmatico ed entrò in chiesa passando attraverso le porte che in quel momento erano chiuse. Cessato l’allarme, il soldato corse in chiesa alla ricerca del ragazzo, ma con grande meraviglia si accorse che era identico alla statua di San Pancrazio: stessi occhi, stesso atteggiamento scanzonato e pensoso. L’uomo capì di essere stato testimone di un evento prodigioso e ne fu profondamente turbato.
Finita la guerra volle dimostrare al Santo la propria graditudine per essere uscito salvo dal conflitto e da allora, finchè non è diventato anziano, è venuto ogni anno a piedi dalla Toscana fin qui. Che San Pancrazio abbia avuto un ruolo determinante è dimostrato dal fatto che dai bombardamenti il paese ha avuto pochissimi danni alle cose. Solo una bomba infatti cadde sulla stazione ferroviaria; nessuna vittima.
Anzi alcuni fedeli accertarono addirittura che gli aerei nemici pur volando a bassa quota non riuscivano a identificare San Pancrazio Salentino: al suo posto vedevano una fitta boscaglia. Molto sentita è anche la devozione per i Santi Medici che si festeggiano l’1 e 2 Ottobre. La festa, anticamente, aveva un particolare sistema di finanziamento: ogni proprietario di vigneto era tenuto a donare un secchio di uva per ogni carico che si faceva durante la vendemmia.
Infine, il 13 Giugno è festa al Santuario di Sant’Antonio che sorge su un complesso di grotte scavate nel tufo e già utilizzate dai monaci basiliani nel medioevo. Si pensa che in origine il santuario fosse dedicato a Sant’Antonio Abate (uno dei padri del monachesimo orientale) e non, com’è attualmente, a Sant’Antonio da Padova.
Convinto assertore delle virtù del primo, un fedele ostinato ha voluto costruire, nei pressi dell’antico, un nuovo santuario: l’opera non è priva di interesse per lo spontaneismo che l’ha determinata.
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Venue
- Venue:
- San Pancrazio Salentino
- ZIP:
- 72026
- City:
- San Pancrazio Salentino
- State:
- Brindisi
- Country:
-




